CANTO HARMONICO

 
 


 

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Il CANTO HARMONICO è una tecnica di emissione naturale del suono, tecnica finalizzata alla guarigione. NON RICHIEDE ALCUNA CONOSCENZA MUSICALE, NÉ CAPACITÀ D’INTONAZIONE. Il suono contiene in sé i rapporti harmonici universali che riarmonizzano i corpi eterici, che informano di sé il corpo fisico. La disarmonia è pertanto il prodotto di uno squilibrio che riguarda i corpi sottili. La capacità informante del suono è ormai un dato di fatto provato anche dalla fisica sperimentale e, soprattutto, dalla medicina vibrazionale. Il corso si articolerà in tre fasi:

Respirazione diaframmatica.

Posizione della laringe.

Rilassamento mandibolare.

Dopo aver ottenuto questi tre requisiti fondamentali, si inizierà la ricerca del PROPRIO SUONO PERSONALE che creerà effetti di benessere immediato. Infine ci sarà un’emissione di un OM generale che coinvolgerà l’intera assemblea, in nome del Principio Harmonico che può essere espresso in una frase: «se riarmonizzi te stesso puoi abbeverarti alla “Fonte Energetica Universale” e vagare nei vari universi paralleli».

Gli errori più comuni che si commettono nella didattica del Canto Harmonico è l’abbinamento automatico tra suoni, colori e chakra, poiché si dimentica che ognuno di noi nasce con un suono fondamentale e che questo suono varia da persona a persona. Esso si configura come l’individualità sonora di ogni essere vivente.

Il tono individuale costituisce la risonanza interiore della nostra matrice spirituale. Esso serve, come le impronte digitali o il timbro vocale, ad individuare l’identità energetica che muove noi tutti. Se noi accettassimo un siffatto modo di procedere uniformato, non potremmo più criticare la standardizzazione della medicina ufficiale che applica gli stessi farmaci a qualsiasi paziente, ben sapendo che un rimedio che funziona con uno può essere mortale con l’altro. Dunque è ora di smetterla di applicare sempre gli stessi abbinamenti fra do = rosso = chakra coccigeo. Ognuno di noi ha un suono di riferimento differente, dal quale iniziare le vocalizzazioni. Perciò l’aspetto più difficoltoso per un maestro è l’individuazione della frequenza personale dell’allievo. Ma prima ancora ci sono tre stadi preparatori, senza i quali nessun fine potrà essere raggiunto.

Innanzitutto la respirazione diaframmatica, poiché la società contemporanea con i suoi ritmi disumani ci sta sempre più portando alla inspirazione clavicolare o alta. Questo genera uno stress continuo, dal momento che è una respirazione che attuiamo nei momenti di paura e di attesa angosciosa. In secondo luogo bisogna individuare la giusta posizione laringea, ossia intermedia, equilibrata. Ma in un mondo di arrivismo sfrenato e pieno di rumori assordanti, l’urlo e la laringe “in bocca” è diventata la posizione normale di un affanno perenne. In terzo luogo c’è da riconquistare il giusto rilassamento mandibolare, premessa indispensabile per una emissione sana, naturale e ricostituente. Altrimenti tutto si riduce in una immane buffonata che può provocare soltanto dei danni, non solo all’apparato vocale, ma anche ai livelli energetici superiori.

Su tale argomento si innesteranno considerazioni di ordine esoterico, tendenti a creare una disposizione d’animo propizia per realizzare una emissione che risvegli i livelli di coscienza superiori. La medicina vibrazionale ha ormai sempre più dimostrato che la disarmonia dei corpi eterici si trasferisce a livello fisico. Lo squilibrio dell’organismo o Diskrasia è, pertanto, l’ultima fase di una mancanza di scambio vitale con l’infinita energia cosmica attraverso i Chakra. I “Vortici energetici” possono essere riattivati proprio mediante una buona emissione che riarmonizzi lo scompenso, la mancanza di comunicazione e la paura indotta da una società malvagia e violenta.

Nella cultura di natura o sciamanica, tutti gli esseri creati hanno un suono, quindi un nome, grazie al quale esistono. Fu la Frequenza di Sogno a generarli, dopodiché si ritirarono nelle loro dimore in Cielo ed in Terra, che ancora sono piene del potere ultrasonico.

Per le culture di natura, il canto e il sogno sono due facce della stessa medaglia: processo di creazione. La differenza è che il sogno rappresenta le grandi energie sottili, ovvero le frequenze acutissime da cui tutto è derivato per rallentamento vibrazionale nel nostro mondo fisico. Per tali tradizioni, pertanto, cantare è un atto sacro, che permette di risalire ai primordi della generazione, dai quali scaturirono tutte le forme visibili ed invisibili. È lo stregone tribale che, dopo anni di dure prove iniziatiche, è in grado di emettere – attraverso le vocalizzazioni – i suoni giusti che possono ricollegarsi a quelle energie sottili presenti nei luoghi sacri della Terra, siano essi indigeni, primitivi o arcaici. Chiamiamo queste energie linee di forza che si propagano dai centri oracolari (Creta, Delfi, Dodona, Memphis, Canopo ecc.) alla periferia del nostro pianeta. Il Mago-Musico segue tali linee di forza, riproducendo con la voce le frequenze che lo riagganciano agli ultrasuoni che le hanno generate. E questa è per l’Officiante il sogno archetipico che gli permette di ricostituire l’Harmonia con la natura, con gli uomini e con il Cosmo.